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650esimo b. Colombini

 

La fondazione gesuata di VICENZA  risale al 1430 circa.

Da https://it.wikipedia.org/wiki/Borgo_Pusterla

Verso il 1430, erano giunti a Vicenza i Gesuati, dal 1499 frati della congregazione di San Girolamo che, dapprima ospiti presso il castello dei nobili Valmarana e poi presso l'ospedale di Santa Maria della Misericordia, in seguito a successive permute di beni lasciati loro da pii testatori costruirono in qualche decennio rispettivamente la chiesa, che fu consacrata nel 1491, e il loro convento. I Gesuati vivevano assai poveramente, fornendo una stabile testimonianza di vita cristiana che durò fino al Concilio di Trento

I Gesuati e la costruzione della chiesa di San Girolamo (1481-1668)

Verso il 1400 un fatto nuovo viene ad inserirsi nella vita della parrocchia, destinato a portare (in seguito di tempo) innovazioni nella parrocchia stessa.

Era morto a Vicenza — verso il 1414 — un uomo pio, certo Antonio Benvenuto De Fabri di Berica, il quale aveva una casa di sua proprietà in Pusterla. Morendo aveva lasciata questa casa, insieme con altri suoi possedimenti a Montecchio Precalcino, perché vi fosse aperto un Ospizio a beneficio dei poveri.

Col passar del tempo, non venendo eseguita la volontà del Testatore, venendo anzi dai parenti male usati i beni lasciati, l'Autorità, col permesso di Papa Eugenio IV e con l'aiuto dell'allora potentissima Famiglia Valmarana, fece venire in detta casa i Gesuati, i quali aprirono subito il nuovo asilo, chiamato l'Ospitale di Pusterla e poco dopo fabbricarono accanto un piccolo oratorio dedicato a S. Girolamo Patrono.

I Gesuati, sorti in Toscana nel 1366 per opera del Beato Giovanni Colombini, vestivano una bianca tunica, cinta ai fianchi di cuoio, portavano zoccoli ai piedi e salutavano col motto «Sia lodato Gesù Cristo"; di qui il loro nome di Gesuati; attorno a questo nuovo centro di spiritualità si orientò ben presto il popolo che, sempre sensibile ad ogni novità, accorreva numeroso a questo oratorio.

Il saccello si rese in breve insufficiente ad accogliere tanti devoti, tanto che i Padri decisero di fabbricare una chiesa più grande accanto un ampio e comodo monastero. Alla fabbrica della nuova chiesa occorsero 10 anni — dal 1481 al 1491 — ed il 1° giugno 1491 fu solennemente consacrata da Sua Ecc. Mons. Pietro De Bruti Vescovo di Cattaro, Vice gerente dell'Eminentissimo cardinale Battista Zeno vescovo di Vicenza.

Di questa chiesa ora non rimangono che la memoria e i vari sepolcri dove riposano in pace sotto il pavimento molti uomini illustri di quel tempo, come il conte Guido Arnaldi, il filosofo e poeta Dal Monte, il medico e filosofo Magnadino; sotto poi il pavimento del coro stanno ancora sepolti parecchi religiosi di quel pio sodalizio. Abbiamo ancora una devota immagine della Madonna che i frati tenevano nel loro coro — dietro l'altar Maggiore — e che noi abbiamo posta in devozione in chiesa qualche anno fa, opera pregevole del 1400 circa.

 

L'ospedale della Misericordia fu uno dei più antichi ospedali della città di Vicenza e, per alcuni secoli, il principale orfanotrofio della città. Degli edifici, situati nell'omonima contrada in borgo Pusterla, rimane ora solo la chiesa della Misericordia, dal 2010 officiata dalla parrocchia serbo ortodossa di San Luca, mentre quelli adibiti a orfanotrofio sono stati completamente demoliti o ristrutturati a uso civile.

 

                            Chiesa della Misericordia di Vicenza

 

Storia della chiesa

In una cronica manoscritta, citata da Gaetano Maccà nella sua Storia del Monistero di San Francesco, all'anno 1521, si legge:

« Nel detto anno in Pusterla per mezzo li Giesuati fu principiato a far, un hospitale over fraglia di S. Maria della misericordia per tutti i poveri infermi che havevano il mal Francese, et non è stato fatto per altro particolare, e papa Leon X ha concesso al detto Hospitale tutte le Station de Roma per tutto l'anno che son state concesse a S. Giacomo in Augusta di Roma e tutte lui le ha conionte al detto Hospitale et molte altre indulgenze plenarie a tutti quelli che serviran et che seran scritti in detta fraglia et che faran ellemosina al detto Hospitale confessi, et contriti, haveran Indulgenza plenaria di tutti li suoi peccati, et il detto Papa concesse la detta indulgenza in perpetuo ogn'anno per interposition di Meser Gaetan da Thiene Cítadin di Vicenza, il quale è prete, et ha pagato del suo le bolle per la detta fraglia. »

La chiesa - dedicata, come dice la grande lapide della facciata, "D.O.M. et Matri Misericordiae" - fu consacrata nell'aprile 1528; ciò appare dalla seguente iscrizione che si legge all'interno sulla parete sinistra del presbiterio:

« Michael Jorba Epus Arcusens. - Nicolai de Rodulphis Card. - Epi. Vicent. Suffrag. Gnalis hanc Ecclia sub invocatione - S. Mariae Misericordiae - consecravit - et dedicationis festu p.° die Dnico - post festu B. Marci Evag. celebrandu - instituit - anno MDXXVIII - XXIII Aprilis - MDCCXXII. V Novemb. B.S.R.P. »

Alla fine del Cinquecento la chiesa venne ulteriormente completata] e restaurata, acquisendo l'aspetto odierno

Passata in proprietà delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza (IPAB), dopo essere stata restaurata nel rispetto dei vincoli imposti dalla Soprintendenza dei beni ambientali, dal 2010 la chiesa è stata concessa in comodato d'uso per le funzioni liturgiche alla comunità serbo-ortodossa di Vicenza della parrocchia di San Luca, unica parrocchia di questa confessione religiosa nel Veneto.

 

L'OSPEDALE

Dopo il loro ingresso in Vicenza nel 1434, l'ospedale fu abitato dai gesuati, una libera compagnia di laici che, un secolo più tardi, fu obbligata a costituirsi in ordine religioso con il titolo di "frati gesuati di san Gerolamo"; verso la fine del Quattrocento, però, l'ospedale si trovava in stato di grave abbandono. Sullo stabile misero gli occhi le benedettine di Santa Caterina per costruirvi un monastero che, in effetti, ricevuta l'approvazione papale, nel 1491 era già stato costruito[3]. Forte fu l'opposizione della confraternita dell'ospedale che, dopo una lunga vertenza, nel 1502 ottenne la restituzione dell'immobile ma, due mesi più tardi, lo vendette alle clarisse osservanti, che in zona stavano costruendo la chiesa e il convento di San Francesco[4][5].

I gesuati intanto avevano costruito un proprio oratorio e convento sull'area dove in seguito sorsero la Chiesa di San Marco in San Girolamo e l'attiguo istituto della Beata Vergine delle Dame Inglesi. Fu proprio in questo oratorio che il 23 novembre 1494, in seguito a una predicazione tenuta da Bernardino da Feltre in favore dei poveri e dei mendicanti della città, si costituì la Compagnia segreta di San Girolamo, detta anche Oratorio del Divino Amore, alla quale aderirono molti aristocratici della città e la stessa confraternita della Beata Vergine, San Marco e San Bartolomeo, promotrice dell'antico ospedale della Misericordia.

All'inizio del XVI secolo, con i proventi della vendita del vecchio ospedale, la Compagnia acquistò "una casa e orti adiacenti", di fronte alla chiesa dei gesuati e nel 1521 iniziò la costruzione di un nuovo e ben più grande ospedale[6].

Particolarmente preziosa, all'indomani delle drammatiche vicende della guerra della lega di Cambrai, fu l'opera del nuovo ospedale che accolse, anche per l'impulso di Gaetano Thiene che entrò a far parte della Compagnia nel 1519, numerosi ammalati di mal francese o sifilide - che venivano cacciati dagli altri ospedali per le loro piaghe infette e per il timore del contagio e venivano lasciati languire nelle strade e sotto i portici delle chiese - e i malati vittime delle periodiche epidemie che investivano la città.

In quegli anni le gravi carestie, le epidemie di tifo petecchiale e di peste trasformarono l'ospedale della Misericordia in un vero porto di mare, dove – accanto ai malati – trovavano rifugio anche numerosi mendicanti[7] e soprattutto bambini e bambine rimasti orfani e abbandonati. Nel 1531 alcuni provvedimenti dell'amministrazione cittadina disposero che i "puti, infanti et orphani" di Vicenza e del territorio venissero registrati, mantenuti alla Misericordia e assegnati ad artigiani esterni perché imparassero un mestiere.

Così la Misericordia divenne principalmente un asilo per orfani - il primo orfanotrofio vicentino - e un ospizio per trovatelli, che si rivelò indispensabile negli anni delle grandi carestie[8]. Pochi anni dopo, nel 1563, gli infermi vennero trasferiti nell'ospedale di Sant'Antonio, i trovatelli nell'ospedale di San Marcello, mentre per i mendicanti nel 1575 fu inaugurato, in borgo San Felice, l'ospedale di San Valentino. Questa complessa operazione fu gestita nella seconda metà del Cinquecento dalla Congregazione di Carità, sorta a Vicenza nell'ambito della Compagnia segreta di San Girolamo, rianimata dallo zelo del venerabile Antonio Pagani e assecondata con assiduo impegno dai nobili benefattori e protettori dei vari istituti cittadini.

 

Nel particolare della Pianta Angelica (1580) si riconoscono la vecchia chiesa parrocchiale di San Marco (poi demolita) e la chiesa di San Girolamo dei Gesuati con il convento. In alto, all'inizio della contrada, la Porta Pusterla.

 

                                            

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Ultimo aggiornamento: 19-02-17