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650esimo b. Colombini

 

Secondo Paolo Morigia, i gesuati trovarono alcune case e un terreno dove costruire in Venezia, vicino a S. Agnese, fin dal 1392. Prima erano stati per alcuni anni a S. Giustina. Fra i primi gesuati veneziani vi furono: Zacaria degli Antelmi (di cui poco si sa se non che "fu buon servo di Dio") e Antonio Correr che fu poi Cardinale, nell'anno 1394. ("Historia degli uomini illustri chiamati giesuati" p. 257)

ANTONIO CORRER Cardinale. Rinunziò al mondo "mettendo sotto i piedi ogni sua gloria" - scrive il Morigia - "e prese l'humile abito dei gesuati." "Era grandemente sollecito nelle sante osservanze della religione...Egli con l'essempio insegnava e teneva svegliati gli altri fratelli, così nella frequenza della santa oratione, come in tutti gli atti della carità, humiltà, patientia e ubidienza. Siché...egli fu prima (per così dire) maestro che discepolo". Dopo circa dieci anni che era gesuato (nel 1404 circa) Antonio Correr andò a fondare la Congregazione de' Preti Regolari di S. Giorgio in Alga, detti volgarmente frati azurrini, dal nome  della "Congregazione Azurrina", che fu in Venezia modello di vita religiosa.  Di questa Congregazione infatti fecero parte, oltre  ad Antonio Corraro, anche Gabriello Condelmieri (Gabriele Condulmer), che fu poi fatto  Cardinale ed ascese all'alto grado del papato, col nome di Eugenio IV, (dal 1431 alla morte) e  Lorenzo Giustiniani, il primo Patriarca di Venezia, poi proclamato Santo, da Papa Alessandro III, nel 1690. La nomina a Cardinale - ricorda Morigia - non modificò le abitudini semplici di Antonio Corraro "fino che egli visse sempre fu humile, caritativo, divoto, astinente e volse dormire sopra il pagliariccio e levava la notte all'orazione." Antonio Corraro morì il 19 Gennaio 1445 e fu sepolto nella chiesa del suo monastero, nella cappella maggiore, davanti all'altare di S. Giorgio in Alga, come aveva ordinato. Nella pietra del suo sepolcro furono intagliate queste parole:

PIISSIMI PATRI DOMINI ANTONII CORRARIO BEATAE MEMORIAE EPISCOPI HOSTIENSIS, CARDINALIS BONONIENSIS, FVNDATORIS HVIVS CONGREGATIONIS. QVI OBIIT  ANNO A NATIVITATE DOMINI MCCCCXLV. DIE XIX IANVARII. ORATE PRO EO SEMPER ("Historia degli uomini illustri chiamati giesuati" p. 245)

La Congregazione de' Gesuati ebbe un gran numero di altri uomini esemplari e servi di Dio. Se ne ricordano alcuni, oltre ad Antonio Correr.

Il Patriarca di Venezia, Giovanni Tiepolo, fece dipingere nell'anno 1620, in altrettanti quadri, 28 Santi e Beati Veneziani e li fece collocare sulle pareti della cappella di Casa Morosini dedicata alla Natività di N.S. in questa Chiesa. (Vedi "Delle inscrizioni veneziane raccolte ed illustrate da Emmanuele Antonio Cicogna, Volume 2", Venezia, M.DCCC.XXVII. P. 343 Di questi  appartenevano alla congregazione dei Gesuati.

ANTONIO BEMBO, Gentiluomo veneziano, figlio di Leonardo Bembo, vestì l'abito de' gesuati in patria l'anno 1395. Si esercitò in opere sante e, benché nobile e letterato,si prestava ai più umili servizi della casa. prediligeva il silenzio. Morì a Pistoia "con grande edificazione di tutti i suoi". Parlano di lui Paolo Morigia nella "Historia degli uomini illustri chiamati giesuati" e Feo Belcari in "Parte della vita di alcuni gesuati"

ANTONIO VENEZIANO, di cui è ignoto il cognome. Prese l'abito de' gesuati nel 1397. Era uno dei tre veneziani che vivevano contemporaneamente col nome di Antonio, insieme al Bembo e a Antonio Corraro che fu poi Cardinale. Era uomo letterato, "esercitato nella vita de' Santi, eloquentissimo, grave, maturo nel parlare, e modesto nel proferire". Nel 1426 si trovò nel Monastero di S. Eustachio a Bologna a celebrare il primo capitolo della Congregazione, insieme al B. Giovanni Tavelli da Tossignano.Nella stesura del Memoriale che si dice, Regola de Gesuati, molto deve il B. Tavelli al consenso di quest'ultimo e alla sua correzione. Succedette, quale capo della Religione de' gesuati al venerabile Spinello, morto nel 1433. "Governò con grande prudenza, discrezione e vigilanza" e morì, a 82 anni, il 19 Agosto 1458. Il suo corpo fu sepolto nell'Oratorio dedicato a S. Gerolamo, presso l'antico monastero de' Gesuati di Venezia. Il monastero era stato eretto nel 1434 principalmente per sua cura e fu benedetto e consacrato nel 1436, con il portico e il cimitero lì formato, per licenza del Vescovo Castellano (San) Lorenzo Giustiniani, da Pietro D'Orvieto, Vescovo di Giovenazzo che allora si trovava in Venezia.(L'informaz. è riportata anche dal Morigia, nella "Historia degli uomini illustri chiamati giesuati" p.250 e seg.)

BARTOLOMEO MICHELE, Nobile veneziano che prese l'abito della religione de' Gesuati nel 1404. Uomo fornito della pazienza, dell'umiltà e della carità, fu mandato a Lucca per assistere un certo frate Rainero ammalato "di cotal aspra natura che nessuno poteva stargli a fianchi. Pur Michele non si dipartì mai da lui" ed ebbe così l'occasione di coltivare tali sue virtù. Tornato a Venezia morì il 13 di Novembre, "lasciata di sé fama di santissima vita". Il Patriarca Tiepolo lo mette tra i beati nel primo indice.

                                            

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Ultimo aggiornamento: 21-02-17