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                                                                              S. Maria alla Sambuca
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650esimo b. Colombini

Corte interna dell'Eremo (da Wikipedia)

L'Eremo, o romitorio, di Santa Maria alla Sambuca,  si trova in località Sambuca, nel comune di Collesalvetti, all'interno delle Colline livornesi, a circa 175 metri sul livello del mare. Qui risulta che  i Gesuati si erano insediati già nel 1375 . Il successore del B. Colombini , un certo padre Girolamo, dette incarico a due suoi confratelli, Luca Laterini (o della Terrina) e Michele da Firenze, di edificare un convento dedicato alla Vergine  tra le pendici dei monti livornesi: così i primi Gesuati vennero a dimorare nella valle dell'Ugione. Se questo Girolamo è quel Girolamo d'Asciano, convertitosi grazie al B. Colombini, fu, insieme a Luca da Laterina,  uno dei suoi più ferventi compagni - come scrive Feo Belcari - "uomo di grande intelletto, e di grandissima penitenza, di santa vita, e dottrina; e spesso era rapito in estasi." (Vita del B. Gio. Colombini)

La fondazione gesuata del Romitorio di S. Maria alla Sambuca è attestata, secondo quanto ne scrive la prof. I. Gagliardi, all'anno 1390 (Li Trofei della Croce, l'esperienza gesuata e la società lucchese tra medioevo ed età moderna, Roma 2005)

Secondo quanto ne scrive il dott. Giuseoppe Vivoli negli Annali di Livorno, Tipografia e Litografia di Giulio Sardi, Livorno 1842  (p.236)       "... il P. Girolamo che era succeduto (al B. Colombini, nulla più bramando che di ampliare in Toscana il numero dei Romitorj della sua regola, si decise di stabilirne uno anche presso al nostro villaggio. Inviava perciò due dei suoi più attivi Religiosi ad edificarlo nel luogo già da lui prescelto tra le foreste dei poggi di Monte Masso, e del Corbulone. Erano questi Luca della Terina, e Michele da Firenze, il quale ultimo veniva in specie reputato abilissimo nell'arte del fabbricare.

Per quanto le memorie contemporanee de' Gesuati assicurino avere quei due Monaci incontrate non lievi difficoltà per condurre a termine il Convento, nondimeno riuscirono ad ultimarlo nel corrente anno. — In fatti prima che decorresse venne da essi solennemente dedicato alla Beata Vergine, insieme colla Chiesa che le sorgeva allato, sotto l'invocazione, ed il titolo di S. Maria della Sambuca. Non potè però essere abitato che da pochi Religiosi; mentre alquanto ristretto non era capace di contenerne più di quindici a venti.

Situato nel fondo di una angusta valle, serrata per ogni parte dai monti, e così in una specie di buca, riportò appunto per questa sua speciale posizione l'indicato nome di Sambuca, ossia di Santa Buca (164).

Orrida, e selvaggia, ma pure bella e piacente nella sua stessa orridezza, era quella valle silenziosa, e romita. Oggi si chiamerebbe da taluni romantica veramente. Aspri e folti boschi la circondavano; erti colli nascondendola quasi all'altrui vista. Tutto perciò vi inspirava raccoglimento, meditazione, e sublimità di concetti. L'uomo che l'abitava separato dal mondo, e colaggiù diviso da ogni strepitoso umano consorzio, non poteva elevare il pensiero che alla contemplazione di Dio, ed alla vita futura. La solitudine, ed una perfetta quiete vi dominavano; poiché appena ne rompevano talvolta il silenzio profondo l'agitarsi delle annose piante, od il lieve mormorio delle ingrossate sorgenti dell' Ugione, il quale quasi al di sotto del Convento lo sue acque inoltrava, non che il melodioso canto degli augelletti, con cui al Creatore nel loro giulivo linguaggio rendevano lode.

In siffatta segregata posizione riusciva inoltre alquanto difficile rinvenire il Convento, che vi era stato fabbricato; tanto più che neppure dalle soprastanti colline scorgendosi non si mostrava allo sguardo di chi ne andasse in cerca se non se quando a pochi passi dalle sue mura fosse già pervenuto. — Veduto poi in quel punto sembrava, direi quasi, come una grandissima pietra, la quale in quella specie di baratro fosse stata dall' alto lanciata (165). — Appositamente i Gesuati avevano scelta una si recondita località non solo per potervi condurre vita penitente, e monacale, quale al loro istituto conveniva; ma anche per potervi soggiornare con maggiore sicurezza: mentre situato comò era quel Romitorio in linea retta a breve distanza dal mare, dovevano desiderare riuscisse difficile, se non impossibile, il ritrovarlo in specie agli stranieri; poiché erano allora pur troppo frequenti, ed improvvisi gli sbarchi degli Infedeli Saraceni sulle coste d'Italia. ". 

All'insediamento di S. Maria della Sambuca è legata anche la Chiesa di S.Giovanni Gualberto alla Valle Benedetta


Chiesa di San Giovanni Gualberto (Livorno)

Sessagesimali

43° 31′ 18.63″ N, 10° 24′ 31.98″ E

 

Decimali

43.521842°, 10.408883°

 

UTM

4819731 613860 32T

 

Parallelo

43º N

 
     
     
     
     

La chiesa  si erge alla sommità della Valle Benedetta, una piccola frazione del comune di Livorno.

Storia

La costruzione della chiesa è legata alla soppressione, avvenuta nella seconda metà del XVII secolo, dell'Ordine dei Gesuati, che fino ad allora avevano tenuto l'antico eremo di Santa Maria alla Sambuca. I monaci, grazie all'opera di Colombino Bassi, riuscirono a costruire una nuova chiesa e annesso convento per i Ordine di San Benedetto.

                                            

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Ultimo aggiornamento: 19-02-17