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650esimo b. Colombini

Domenico da Monticchiello in Dizionario Biografico dell'Enciclopedia Treccani

Della conversione di Domenico da Montecchiello.

  Ancora, camminando l'uomo d'Iddio Giovanni verso Montecchiello co'suoi poveri fratelli, si fermarono a Corsignano; e predicando il nome di Cristo fu fatto loro smisurato onore: e albergandovi la sera, con grandissima difficultà la mattina da loro si partirono. Ma poi, essendo alquanto dilungati, gli uomini di Corsignano[i] mandarono loro dietro, pregandoli che per amor d'Iddio ritornassero; però che una persona di loro aveva detto, che la notte avea avuto in visione, che le pareva vedere affogar gente: e che per le mani di Giovanni e de'compagni erano da morte, e da pericolo scampate. E i detti poveri per carità ritornarono a Corsignano, e fecionvi grandissimo frutto. E dipoi pervenuti a Montecchiello vi trovarono molta dura e ostinata gente; in modo che ebbero per l'onore di Cristo molte pene e ingiurie a sostenere. E vedendo il servo d'Iddio Giovanni, che le persone di quella terra non temevano Iddio, e non osservavano i suoi comandamenti, vide in ispirito il flagello, che Iddio aveva loro apparecchiato; però che più di dieci anni innanzi profetò loro, come, se e'non si correggessero, verrebbono in esterminio. E così avvenne; però che per la guerra seguente, che i Sanesi ebbono co'Fiorentini, Montecchiello si perdette, e andò a sacco. Ma non fu però, che l'uomo d'Iddio Giovanni non vi facesse frutto; però che alle sue sante parole si convertì messer Domenico da Montecchiello, dottore di legge, e madonna Antonia sua donna.

  Questo messer Domenico si dette ferventemente a Dio, e fu de'primi suoi compagni, ebbe grandissimi sentimenti spirituali; fu uomo di molte lagrime, e di grand'orazione; e volgarizzò a consolazione di Giovanni e de'compagni il libretto della mistica Teologia, il quale fu composto da un sant' uomo dell' ordine de'Certosini. Ancora da'signori dodici di Siena, che allora reggevano, fu il detto messer Domenico fatto vicario dell'anno a Petriuolo; il qual uGcio esercitò di consentimento di Giovanni; e dipoi quando Giovanni co'suoi fratelli andavano a Montecchiello, il più delle volte tornavano in casa sua. Eziandio un altro di detta terra, nominato Francesco, seguitò l'uomo d'Iddio Giovanni per la via dell'abbietta povertà, il quale quando si convertì a Cristo, andò alla sua donna, e a'figliuoli scalzo e povero come gli altri suoi compagni, e in modo si mortificò e umiliò, che si convertì ancora la moglie.

[i] L’attuale Pienza. Corsignano cambiò nome  e aspetto nel 1462.  Enea Silvio Piccolomini, che era qui nato, divenuto Papa Pio II,  decise la costruzione di Pienza sopra l'antico borgo, affidandone il progetto all'architetto Bernardo Rossellino: costruzione che durò circa quattro anni e portò alla luce una cittadina con forme tipicamente quattrocentesche. La morte prematura di papa Pio II chiuse anche la storia della nuova città che da allora ha subito limitate modifiche.

 

Da "Vita del B. Gio. Colombini" di Feo Belcari

                                            

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Ultimo aggiornamento: 19-02-17