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650esimo b. Colombini

 

Oltre alla Crocifissione, a La Pietà e all'Orazione nell'Orto il pittore Pietro Perugino aveva fatto per i gesuati di S. Giusto alle mura molte opere che purtroppo sono andate distrutte. Ecco come ne parla Giorgio VASARI nella sua monumentale opera ""Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti":

"... Erano anco fuor della porta a' Pinti, nel convento de' frati Gesuiti (sic), molte cose di man di Pietro; ma perché oggi la detta chiesa e convento sono rovinati, non voglio che mi paia fatica, con questa occasione, prima che io più oltre in questa vita proceda, dirne alcune poche cose. Questa chiesa dunque, la quale fu architettura d'Antonio di Giorgio da Settignano, era longa braccia quaranta e larga venti; a sommo, per quattro scaglioni, o vero gradi, si saliva a un piano di braccia sei, sopra il qual era l'altar maggiore con molti ornamenti di pietre intagliate, e sopra il detto altare era posta con ricco ornamento una tavola, come si è detto, di mano di Domenico Ghirlandaio. A mezzo la chiesa era un tramezzo di muro, con una porta traforata dal mezzo in su, la quale mettevano in mezzo due altari, sopra ciascuno de' quali era, come si 1053 dirà, una tavola di mano di Pietro Perugino, e sopra la detta porta era un bellissimo Crucifisso di mano di Benedetto da Maiano, messo in mezzo da una Nostra Donna et un San Giovanni di rilievo. E dinanzi al detto piano dell'altare maggiore, appoggiandosi a detto tramezzo, era un coro di legname di noce e d'ordine dorico, molto ben lavorato: e sopra la porta principale della chiesa era un altro coro che posava sopra un legno armato, e di sotto faceva palco, o vero soffittato, con bellissimo spartimento e con un ordine di balaustri che faceva sponda al dinanzi del coro, che guardava verso l'altar maggiore. Il qual coro era molto commodo per l'ore della notte ai frati di quel convento, e per fare loro particolare orazioni, e similmente per i giorni feriali. Sopra la porta principale della chiesa, che era fatta con bellissimi ornamenti di pietra et aveva un portico dinanzi, in sulle colonne che copriva in sin sopra la porta del convento, era in un mezzo tondo un S. Giusto vescovo in mezzo a due Angeli, di mano di Gherardo miniatore, molto bello; e ciò perché la detta chiesa era intitolata a detto S. Giusto, e là entro si serbava da que' frati una reliquia, cioè un braccio di esso Santo. All'entrare di quel convento era un picciol chiostro di grandezza appunto quanto la chiesa, cioè lungo braccia quaranta e largo venti, gl'archi e volte del quale che giravano intorno, posava sopra colonne di pietra, che facevano una spaziosa e molto commoda loggia intorno intorno. Nel mezzo del cortile di questo chiostro, che era tutto pulitamente e di pietre quadre lastricato, era un bellissimo pozzo con una log- 1054 gia sopra, che posava similmente sopra colonne di pietra e faceva ricco e bello ornamento. Et in questo chiostro era il capitolo de' frati, la porta del fianco che entrava in chiesa, e le scale che salivano di sopra al dormentorio, et altre stanze a commodo de' frati. Di là da questo chiostro, a dirittura della porta principale del convento, era un andito lungo quanto il capitolo e la camarlingheria e che rispondeva in un altro chiostro maggiore e più bello che il primo. E tutta questa dirittura, cioè le 40 braccia della loggia del primo chiostro, l'andito e quella del secondo, facevano un riscontro lunghissimo e bello, quanto più non si può dire, essendo massimamente fuor del detto ultimo chiostro e nella medesima dirittura, una viottola dell'orto lunga braccia dugento. E tutto ciò venendosi dalla principal porta del convento, faceva una veduta maravigliosa. Nel detto secondo chiostro era un reffettorio lungo braccia sessanta e largo 18, con tutte quelle accommodate stanze e, come dicono i frati, officine che a un sì fatto convento si richiedevano. Di sopra era un dormentorio a guida di T, una parte del quale, cioè la principale e diritta, la quale era braccia 60, era doppia, cioè aveva le celle da ciascun lato et in testa in uno spazio di quindici braccia un oratorio, sopra l'altare del quale era una tavola di mano di Piero Perugino, e sopra la porta di esso oratorio era un'altra opera in fresco, come si dirà, di mano del medesimo. Et al medesimo piano, cioè sopra il capitolo, era una stanza grande dove stavano que' padri a fare le finestre di vetro, con i fornegli et altri commodi che a cotale esercizio erano neces- 1055 sarii. E perché mentre visse Pietro, egli fece loro per molte opere i cartoni, furono i lavori che fecero al suo tempo tutti eccellenti. L'orto poi di questo convento era tanto bello e tanto ben tenuto, e con tanto ordine le viti intorno al chiostro e per tutto accommodate, che intorno a Firenze non si poteva veder meglio. Similmente la stanza dove stillavano, secondo il costume loro, acque odorifere e cose medicinali aveva tutti quegli agi, che più e migliori si possono imaginare. Insomma quel convento era de' begli e bene accomodati che fussero nello stato di Firenze; e però ho voluto farne questa memoria, e massimamente essendo di mano del nostro Pietro Perugino la maggior parte delle pitture che vi erano. Al qual Pietro tornando oramai, dico che dell'opere che fece in detto convento, non si sono conservate se non le tavole, perché quelle lavorate a fresco furono per lo assedio di Firenze, insieme con tutta quella fabrica, gettate per terra, e le tavole portate alla porta a San Piergattolini, dove ai detti frati fu dato luogo nella chiesa e convento di S. Giovannino. Le due tavole, adunque, che erano nel sopra detto tramezzo, erano di man di Piero; et in una era un Cristo nell'orto e gl'Apostoli che dormono, ne' quali mostrò Pietro quanto vaglia il sonno contra gl'affanni e' dispiaceri, avendogli figurati dormire in attitudini molto agiate.

Pietro Perugino, Orazione nell'orto, 1483-1495 circa, olio su tavola, 166×171 cm, Firenze, Galleria degli Uffizi

 E nell'altra fece una Pietà, cioè Cristo in grembo alla Nostra Donna con quattro figure intorno non men buone che l'altre della maniera sua, e fra l'altre cose fece il detto Cristo morto così intirizzato, come se e' fusse stato tanto in croce, che lo spazio et il 1056 freddo l'avessino ridotto così; onde lo fece reggere a Giovanni et alla Maddalena tutti afflitti e piangenti.

Pietro Perugino, Pietà, 1483-1495, olio su tavola, 168×176 cm, Firenze, Galleria degli Uffizi

Lavorò in un'altra tavola un Crucifisso con la Maddalena et ai piedi S. Girolamo, S. Giovanni Battista et il beato Giovanni Colombini, fondatore di quella Religione, con infinita diligenza.

Pietro Perugino, Crocifissione, 1483-1495 circa, olio su tavola, 166×171 cm, con la Maddalena e ai piedi S. Girolamo, S. Giovanni Battista e il Beato Giovanni Colombini Firenze, Galleria degli Uffizi

Queste tre tavole hanno patito assai e sono per tutto, negli scuri e dove sono l'ombre, crepate; e ciò avviene perché quando si lavora il primo colore che si pone sopra la mestica (perciò che tre mani di colori si danno l'un sopra l'altro) non è ben secco, onde poi col tempo nello seccarsi tirano per la grossezza loro e vengono ad aver forza di fare que' crepati; il che Pietro non potette conoscere perché a punto ne' tempi suoi si cominciò a colorire bene a olio. Essendo dunque dai fiorentini molto comendate l'opere di Pietro, un priore del medesimo convento degl'Ingesuati, che si dilettava dell'arte, gli fece fare in un muro del primo chiostro una Natività coi Magi di minuta maniera, che fu da lui con vaghezza e pulitezza grande a perfetto fine condotta; dove era un numero infinito di teste variate e ritratti di naturale non pochi, fra i quali era la testa d'Andrea del Verrocchio suo maestro. Nel medesimo cortile fece un fregio sopra gl'archi delle colonne, con teste quanto il vivo, molto ben condotte; delle quali era una quella del detto priore, tanto viva e di buona maniera lavorata, che fu giudicata da peritissimi artefici la miglior cosa che mai facesse Pietro; al quale fu fatto fare nell'altro chiostro, sopra la porta che andava in reffettorio, una storia, quando papa Bonifazio conferma l'abito al beato Gio-1057 vanni Colombino, nella quale ritrasse otto di detti frati e vi fece una prospettiva bellissima, che sfuggiva, la quale fu molto lodata e meritamente, perché ne faceva Pietro professione particolare. Sotto a questa, in un'altra storia, cominciava la Natività di Cristo con alcuni Angeli e pastori, lavorata con freschissimo colorito; e sopra la porta del detto oratorio fece in un arco tre mezze figure: la Nostra Donna, S. Girolamo et il beato Giovanni, con sì bella maniera che fu stimata delle migliori opere che mai Pietro lavorasse in muro. Era, secondo che io udii già raccontare, il detto priore molto eccellente in fare gl'azzurri oltramarini, e però, avendone copia, volle che Piero in tutte le sopra dette opere ne mettesse assai; ma era nondimeno sì misero e sfiducciato, che non si fidando di Pietro, voleva sempre esser presente quando egli azzurro nel lavoro adoperava. Laonde Pietro, il quale era di natura intero e da bene, e non disiderava quel d'altri se non mediante le sue fatiche, aveva per male la diffidenza di quel priore, onde pensò di farnelo vergognare; e così presa una catinella d'acqua, imposto che aveva o panni o altro, che voleva fare di azzurro e bianco, faceva di mano in mano al priore, che con miseria tornava al sacchetto, mettere l'oltramarino nell'alberello dove era acqua stemperata; dopo, cominciandolo a mettere in opera, a ogni due pennellate Piero risciacquava il pennello nella catinella, onde era più quello che nell'acqua rimaneva, che quello che egli aveva messo in opera. Et il priore, che si vedeva votar il sacchetto et il lavoro non comparire, spesso spesso diceva: “O quanto 1058 oltramarino consuma questa calcina!”. “Voi vedete”, rispondeva Pietro. Dopo partito il priore, Pietro cavava l'oltramarino che era nel fondo della catinella; e quello, quando gli parve tempo, rendendo al priore, gli disse: “Padre, questo è vostro; imparate a fidarvi degl'uomini da bene che non ingannano mai chi si fida, ma sì bene saprebbono, quando volessino, ingannare gli sfiducciati come voi sete”.

 

 

                                            

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Ultimo aggiornamento: 21-02-17