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650esimo b. Colombini

 

La fondazione gesuata di Ferrara ha origine dal lontano 1373.

“Nel 1373 certo Niccolò Zapponari dall’Oro, che in Ferrara aveva già dato forma e vita ad altre compagnie e confraternite, mentre era vescovo di Ferrara il card. Petro de’ Stagno, del titolo di S. Maria in Trastevere, attese con sua donazione di stabili nei pressi di S. Maria in Vado ad invitare e sistemare un gruppo di Gesuati, che vennero infatti a Ferrara nel 1378”. (G. Ferraresi, 1969 , vol. I, p. 83).

La chiesa e convento di San Girolamo, è un edificio  realizzato per volere della congregazione dei gesuati lungo via Savonarola.

Nel 1378 fu eretto un oratorio proprio dove ora si trova il Convento.

Nel 1428, per volere del priore gesuato il beato Giovanni Tavelli da Tossignano, divenuto poi vescovo di Ferrara, fu innalzata la chiesa, distrutta dopo la soppressione dell'Ordine dei gesuati nel 1671

EX CHIESA DEI GESUATI DI S. GIROLAMO

Non essendo questa chiesa oggidí piú né in quel sito, né in quella forma che trovavasi allora che Carlo Brisighella la descrisse, converrà supplire con la descrizione della nuova forma che ha acquistato ai giorni correnti: ma perché, non ostante tal mutazione tuttavia molte di quelle pitture da lui descritte sussistono, non essendosi atterrata l'antica chiesa che era sulla via de' Cappuzzoli, ma solamente chiusa, farà di mestieri, e giudicherò non inutile trascriver qui in primo luogo quanto il detto autore lasciò scritto d'essa, e poi passare alla descrizione della nuova, nella quale qualche cosa ch'era nella prima, è stato trasportato.

Il B. Giovanni da Tossignano frate gesuato, il quale fu vescovo di Ferrara, dell'anno 1428 edificò un oratorio volto a settentrione, questo venne dopo dal P. Fra Paolo Morigi del detto ordine convertito in una pubblica chiesa dedicata al massimo Dottor S. Girolamo. Ma soppressa poi questa religione per giusti motivi dal Sommo Pontefice Clemente IX l'anno 1668, fu conceduta alli PP. Carmelitani di S. Teresa l'anno 1671 li quali di presente la custodiscono, ed abitano nel contiguo convento, avendone di già principiata ad edificare una maggiore in altro sito.

Nell'ingresso del porticale, che conduce alla chiesa, vedesi dalle parti del primo arco sul muro la SS.ma Vergine Annunziata, e sopra l'arco l'Eterno Padre, dipinto da Francesco Dielaj.

In capo al porticale medesimo è un quadro a oglio con Cristo crocifisso, S. Girolamo, S. Caterina Alessandrina, e il B. Giovanni da Tossignano, d'autore incognito. A mano destra, in faccia della porta della chiesa sta ancora altro quadro colorito a oglio da Scarsellino (Ippolito Scarsella Ferrara 1550-1620), il quale contiene quando il B. Giovanni Colombini riceve' co' suoi compagni da Urbano V in Viterbo l'abito della religione.

Alla destra prima d'entrare in chiesa sono due operazioni a fresco sul muro. Una dimostra la Presa di Cristo nell'orto sulla maniera di Benvenuto Tisio Garofalo, la quale è stata in parte risarcita, e l'altra ha Cristo crocifisso con quattro Beati Gesuati a' suoi piedi, e in lontananza S. Girolamo e S. Giovanni Battista, il tutto di buon gusto, e maniera benché antica.

Nella prima cappella entrando in chiesa è un quadro con sopra dipintovi il B. Giovanni dalla Croce prostratto dinnanzi ad un Salvatore portante la croce, con diversi angioletti, il tutto dipinto da Gioseffo Brandolino.

La Vergine Maria, con la Maddalena abbracciante il Crocifisso di rilievo, e S. Giovanni Vangelista posti nella seconda cappella sono di Cesare Mezzogori comacchiese.

Il terzo altare ha sopra di sé Santa Teresa, a cui la Beata Vergine pone al collo un prezioso monile, con un S. Giuseppe, e due angioli. Questo quadro fu fatto a Milano da Giovanni Battista Santagostini, il quale, con molta diligenza lo cavò dall'originale fatto da Cesare Procaccini, che si vede nella chiesa di questi Padri in Milano.

Di rimpetto a questa cappella sul muro Alfonso Rivarola detto il Chenda colorí il B. Giovanni da Tossignano, che processionalmente trasferitosi sulla riva del Po traboccante vi getta dentro una carta scritta, col precetto, che nel nome di Dio si ritiri nel suo letto. Gli Angioletti sono di Gioseffo Avanzi.

La tavola dell'altar maggiore dimostra Cristo nato e dormiente, adorato dalla sua SS.ma Madre e da molti angeli in cielo i quali mettono in vista tutti gli strumenti della sua barbara ed atroce passione. È questa una bellissima opera di Benvenuto Tisio Garofalo.

Il medesimo Benvenuto dipinse ancora il quadro laterale col S. Girolamo e l'altro col ritratto in piedi del B. Giovanni da Tossignano.

Tutta la chiesa poi intorno alle mura è dipinta a fresco con gli atti piú memorabili del B. Giovanni da Tossignano da Fra Benedetto Bresciano Gesuato. Altri dicono però esser quest'opera di Domenico Panetti fatta ad instanza di Fra Giacinto Campi priore.

Il quadro a oglio posto alla sinistra nell'uscire di chiesa rappresentante la Madonna di Loreto framezzo li SS. Demetrio e Carlo, è opera di Cammillo Ricci.

Questo è quanto era di pitture nella chiesa vecchia di S. Girolamo, molte delle quali sono ancora rimaste nel loro sito, come dipinte sul muro, e molte trasportate nella nuova chiesa fabbricata con li denari dell'eredità Consumati sulla via di S. Francesco sull'angolo del Praisollo dov'erano certe stalle di Casa Strozzi, I'anno 1696, ponendovi la prima pietra angolare il P. Giovanni Domenico da Parma Priore a'16 settembre di dett'anno, con facoltà del Card. Tarugi nostro Vescovo. Nonostanti poi alcune controversie nate per questa fabbrica colle vicine monache del Corpus Domini, et i PP. Conventuali poco lontani di sito anch'essi, s'andò ella avanzando, cosicché fu ridotta a buon termine, e cominciata ad offiziarsi a'10 aprile 1712, rimanendo chiusa e murata la porta dell'antica chiesa sull'accennata via de' Capuzzoli.

Entrando pertanto in questa nuova chiesa, alprimo altare a mano destra è il quadro di sopra descritto al num.I.

Nella seconda è il quadro di S. Teresa, di cui abbiamo parlato al num. 3. L'ornamento è modernamente dipinto da Gioseffo Olivieri modonese.

Nel prospetto del coro, sotto d'un arco aperto, il quale corrisponde al coro interiore vedesi una gran statua di legno finta bronzo rappresentante il massimo dottor S. Girolamo in atto di scrivere, e d'udire la tromba risonante, del finale giudicio, intagliata, et ivi collocata l'anno 1713 da Antonio Alberti intagliatore da Reggio, abitante in Ferrara.

Sparsi, ed appesi ai muri del coro, fra gli altri quadri vi si veggono ancora quelli da noi sopra accennati al numero 6.

Nel trappasso dietro alla cantoria dov'è l'organo si vede appeso un nuovo quadro col B. Giovanni da Tossignano che gitta nel Po ridondante la cedola col precetto che debba ritirarsi dipinto da Giovanni Bonardi.

Alla cappella, et altare della B. Vergine è una bellissima statua della Madonna del Carmine. L'ornamento intorno ad esso è del mentovato Olivieri.

La cappella seguente del Crocifisso ha il medesimo quadro che già si descrisse al num. 2.

Quello descritto al num. 5 è nel coro interiore di questa chiesa.

Nella sagristia fra gli altri quadri si vede quello del quale abbiamo parlato al num. 8.

Nello scendere le due scalette che guidano allo scurolo, dove sta riposto il corpo del B. Giovanni da Tossignano si veggono due statuette di marmo rappresentanti la Fede e la Religione scolpite da Angiolo Putti trevisano.

Molti quadri si veggono appesi e distribuiti per li muri di questa chiesa con immagini di uomini venerabili ed insigni carmelitani scalzi, lavorate per lo piú in Milano.

Nella sacristia vi sono molti quadri di eccellenti pittori i quali perché sono ammovibili e possono essere facilmente alienati, non occorre ch'io li descriva. Solo dirò per dar relazione d'un pittore non piú inteso nominare, esservi una piccola icona con la B. Vergine, e alcuni Santi, fra li quali un S. Girolamo di mano antica con lettere sotto: Jacobus Benzonus Fani Preses hoc munus dedicat 24 Sept. 1504. Il pittore di questo quadro fu Bongiovanni Benzoni padre di detto Giacomo come trovo scritto in alcune memorie antiche.

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Ultimo aggiornamento: 19-02-17