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650esimo b. Colombini

 

CONVENTO DI S. ILARIO

Chiesa di Sant'Ilario

 

Nel 1137 è documentata la donazione al vescovo Oberto ed all'episcopio da parte di una pia vedova di un terreno, posto nei pressi del monastero di San Benedetto, con la precisa richiesta di edificarvi una chiesa in onore di Sant'Ilario. Alla pergamena dell'atto di donazione dovette seguire ben presto l'effettiva realizzazione di quella chiesa visto che un altro documento, del 1167, fa espresso riferimento ad una chiesa di Sant'Ilario, mentre la presenza di questo edificio sacro giustifica, secondo gli usi ed i costumi medioevali, la realizzazione nei suoi pressi di un ospedale che è citato in un documento del 1200. La chiesa aveva, quindi, cominciato a svolgere il suo ruolo associativo non solo in campo religioso, ma anche sociale ed amministrativo e nel 1297 è documentata l'esistenza della "vicinia" di Sant'Ilario, segno certo del crescere ed affermarsi di un nucleo abitato di per sè già riconoscibile nel tessuto urbano cittadino.
Se dunque la chiesa cresceva di ruolo e di importanza, come farebbe supporre la presenza al suo interno della tomba di un decurione della città, tal Michele Degli Agosti, sepoltura datata 1306 , ma non più esistente oggi e testimoniata solo da una tarda trascrizione della relativa iscrizione , la pianta del Campi, datata 1583, prova che la primitiva struttura della chiesa presentava, rispetto all'attuale, una pianta ribaltata, visto che la facciata era posta a ponente, mentre le absidi appaiono rivolte verso corso Garibaldi, perciò al posto dell'attuale facciata.


A questa data nelle vicende storiche della chiesa di Sant'Ilario era già entrata da protagonista la prima delle due comunità religiose che condivisero con questo edificio una parte importante del proprio percorso storico visto che, già dal 1477, la cura d'anime della chiesa era stata ceduta, dal rettore don Pasquale Coppi, ai frati Gesuati , cioè i religiosi dediti alla medicina ed alla carità ospitaliera dell'ordine fondato nel 1355 dal beato Giovanni Colombini. Il passaggio ottenne l'approvazione del vescovo Giacomo Antonio Della Torre e così i Gesuati di San Girolamo (il loro santo protettore) anche detti Chierici Apostolici, che seguivano una propria regola e la professione di S.Agostino, amministrarono la chiesa di Sant'Ilario ed i suoi beni per oltre tre secoli fino al XVII secolo assolvendo alla cura d'anime tramite un prete secolare che essi mantenevano ed alloggiavano presso l'annesso convento. Quando nel 1668 papa Clemente IX decretò l'abolizione dei Gesuati, la chiesa visse un breve periodo di interregno, nel 1672 fu proclamata da papa Clemente X abbazia esente venendo assegnata a Galeazzo Marascotti , arcivescovo di Corinto e legato pontificio presso il re Carlo II, ma nel 1673 questi cedette chiesa ed abbazia ai frati Eremitani Scalzi dell'ordine di S.Agostino che ne presero possesso nel 1675 all'epoca del vescovo Isimbardi.

                                            

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Ultimo aggiornamento: 19-02-17